Formazione specialistica: chiave di ingresso nella manifattura-moda

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Formazione specialistica: chiave di ingresso nella manifattura-moda

Non solo modellisti, ma anche imprenditori, manager e responsabili di produzione nei corsi per formare operai specializzati.

Il Politecnico del Made in Italy con sede a Casarano rilancia all’indomani della notizia secondo cui, in mancanza di personale qualificato, alcune aziende del Tac (calzaturiero e abbigliamento) sono state costrette a rinunciare alle commesse.
«Puntiamo sull’alta formazione con la presenza ai corsi di chi, a livello imprenditoriale, conosce bene il mondo del manifatturiero. Per ottenere credenziali in vista di un posto di lavoro servono anche queste conoscenze». È il messaggio che trova concretezza nell’ultima sfida lanciata dalla scuola di formazione di Casarano: al Politecnico del Made in Italy è stato appena completato il corso “Costi, tempi e metodi” rivolto agli addetti dell’industria della moda salentina. Alla presenza del presidente del Polimade, l’imprenditore Luciano Barbetta, sono stati consegnati gli attestati a 28 partecipanti. Il corso si è svolto tra febbraio e marzo e, organizzato con l’associazione Apulia Fashion Makers, è stato incentrato sull’ottimizzazione dei processi ed il miglioramento dei cicli e della qualità delle produzioni.
La formazione come leva di accrescimento delle competenze e, dunque, della produttività in grado di consentire il pieno sfruttamento che il ritorno di appeal del made in italy sta concedendo al Salento. Per il Polimade si tratta di un altro importante traguardo. Dopo aver avviato i percorsi stabili di specializzazione per nuovi addetti (modellisti e prototipisti per i settori abbigliamento e calzatura), Politecnico del Made in Italy pone lo sguardo e l’attenzione al personale già in forza alle aziende. Un percorso, quello dell’ente che mira sia ad incrementare il numero di figure specialistiche in ingresso e sia al miglioramento delle competenze interne delle aziende.
Dalle aule alle aziende. Tutti gli allievi dei corsi promossi dal Polimade sono stati poi assunti dalle aziende che operano in convenzione con l’ente. È il risultato raggiunto all’esito del primo e del secondo corso di specializzazione annuale in Modellistica Abbigliamento, anch’esso appena volto al termine. E tra qualche giorno, in aprile, inizierà la nuova sessione.
«Le aziende aderenti al Politecnico – sottolinea il presidente Barbetta – stanno assolvendo al proprio impegno, e forse anche più, sostenendo una piattaforma per la formazione specialistica e dimostrando la loro concreta necessità di figure specializzate (tramite le molteplici assunzioni). È necessario che anche la Regione intervenga con più forza e decisione adottando un ruolo più attivo e determinante su tali tematiche. Giochiamo una partita in concorrenza aperta con aziende di altre regioni Italiane che beneficiano di maggiore attenzione da parte delle loro pubbliche istituzioni; una partita che per i prossimi anni riguarderà diverse migliaia di posti di lavoro (tra nuovi ingressi e ricambio generazionale)».
Il settore è in forte crescita e non possiamo permetterci di perdere queste opportunità che diversamente si concretizzerebbero altrove. Già oggi molte aziende sono costrette a rinunciare a delle commesse per mancanza di quel personale formato così come il Made in Italy richiede: è l’aspetto più inquietante dell’evoluzione del settore Tac e che ha trovato pieno approfondimento per voce degli stessi responsabili del Polimade.
«Il Politecnico del Made in Italy – continua Barbetta – tra i suoi obiettivi primari ha proprio il rafforzamento delle competenze in ingresso dei giovani ma con l’attenzione delle istituzioni potrebbe incrementare in modo significativo i numeri sulla formazione e di conseguenza sul placement che, a questo punto e dopo tutti questi cicli possiamo dire che è stabile e costante ad oltre il 90%, sia per la formazione nella calzatura che per l’abbigliamento».
C’è bisogno di uno sforzo maggiore e di rete. Il Consorzio per l’alta formazione e per i servizi nei settori distintivi per il made in Italy oggi conta oltre 30 aziende e rappresenta circa 1300 addetti diretti per le manifatture-moda ed oltre 2000 di indotto. Ne sono soci, tra gli altri, la Provincia di Lecce, la Banca Popolare Pugliese, Confindustria Lecce e Unisalento.
Di Pierpaolo Spada

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